09/11/2023
Carriera - Anni cinquanta e sessanta
Nel 1959 Mario Merola sostiene, al Teatro Trianon di Napoli, il concorso per voci nuove. Merola esegue il brano Senza guapparia col quale vince la medaglia d'oro per il 1º premio. Allo stesso concorso conosce Gloriana, allora quindicenne, che arrivò seconda.[5] La prima esibizione in pubblico di Merola avviene per caso, agli inizi degli anni sessanta: da poco era suonata la sirena della pausa pranzo al porto di Napoli, e Merola, insieme a dei colleghi scaricatori, si diresse nella piazzetta nei pressi della chiesa di Sant'Anna alle Paludi per assistere alla festa in occasione dei festeggiamenti della Madonna. Il cantante che si doveva esibire, Mario Trevi, arrivò alla manifestazione con una decina di minuti di ritardo. In quell'attesa i colleghi di Merola lo invogliarono a salire sul palco ed esibirsi, per la prima volta, davanti a un pubblico.[13] Nel 1962 Mario Merola incide il suo primo disco, Malufiglio (testi di Alfonso Chiarazzo e musiche di Renato Matassa), con brano inciso per la prima volta nel 1961 da Pino Mauro,[14] raggiungendo una certa fama. Lascia definitivamente il lavoro al porto e, coi primi guadagni, si presenta al Teatro Sirena di Napoli interpretando la sceneggiata Malufiglio.[15]
Con l'etichetta discografica Phonotris, incide, nel 1963, il '45 giri' So nnato carcerato ("Sono nato carcerato") di Alberto Sciotti, Salvatore Cardinale e Raffaele Mallozzi, con cui vince la seconda edizione del festival Pulcinella d'oro.[16] Il trionfo festivaliero gli permette di farsi conoscere da una platea più vasta. Con Alberto Sciotti, Merola registra altri brani nel biennio 1963-1964. La canzone So nnato carcerato (che diventa anche la colonna sonora del film di Roberta Torre, Sud Side Stori) colpisce il pubblico popolare perché è tratta da un vero fatto di cronaca: la vendetta di una moglie che uccide l'assassino del marito. Arrestata in stato interessante, la donna partorisce alcuni mesi dopo in carcere. La donna era Pupetta Maresca. Dal successo della canzone viene anche tratta una sceneggiata, in due tempi e cinque quadri, portata in scena a Napoli con Liliana (figlia del musicista Enrico Cannio e sorella dell'attrice Anna Walter), con Enzo Vitale e con la partecipazione di Tecla Scarano.[17]
In un'intensa attività lavorativa nel corso degli anni sessanta, Merola realizza dischi, si esibisce in spettacoli, matrimoni e feste di piazza, arrivando a essere anche un "talent-scout" (contribuisce tra l'altro alla prima popolarità del giovane Massimo Ranieri).[18] Durante uno spettacolo all'Arena Flegrea il grande Totò gli chiese di prendere la chitarra e di cantargli un po' di canzoni.[19]
Ancora da semi-sconosciuto partecipa, negli Stati Uniti, al concerto tenuto dal suo grande amico, il cantante e attore Claudio Villa.[20]
Nel 1964 debutta al Festival di Napoli con la canzone Doce e' 'o silenzio, in coppia con Elsa Quarta. L'anno successivo sarà la volta di T'aspetto a maggio, con Achille Togliani e Tu stasera si pusilleco, con Enzo Del Forno. Nel 1966 continua la sua partecipazione al Festival di Napoli con le canzoni Femmene e tamorre e Ciento catene, nel 1967 con Allegretto ma non troppo, nel 1968 con Cchiu' forte 'e me e Comm'a 'nu sciummo, nel 1969 con 'O masto, Ciente appuntamente (di cui è autore della musica) e Abbracciame e nel 1970 con 'Nnammurato 'e te! e Chitarra rossa. Dopo la sua ultima volta al Festival nel 1971, vi tornerà trent'anni dopo, nel 2001. In quest'ultima edizione Merola, insieme al figlio Francesco, si esibirà col brano L'urdemo emigrante, arrivando a un totale di otto partecipazioni.[5] Con pianista Dino Fiorentino, il chitarrista Vittorio Orabona e il batterista Oreste Fiscale, Mario Merola si è esibito nella commedia musicale (sceneggiata napoletana) al Teatro 2000.[21]
Mario Merola (Napoli, 6 aprile 1934 – Castellammare di Stabia, 12 novembre 2006) è stato un cantante, attore, compositore, musicista e personaggio televisivo italiano; oltre a essere stato uno degli interpreti più noti della canzone classica napoletana, divenne noto come il Re della sceneggiata ...